Note introduttive alla Lettera ai Galati

Paolo scrisse questa lettera per le chiese della Galazia (odierna Turchia moderna) o dei galati (galli stanziatisi nell’antichità in quell’area) al fine di combattere l’influenza di alcuni falsi maestri che stavano confondendo i cristiani locali, di origine gentile. Costoro erano colpevoli di diffondere un “altro vangelo” ossia un “falso vangelo”. Questo falso vangelo implicava che i credenti dovessero supplire alla loro fede in Cristo con la circoncisione e altri elementi della Legge mosaica (si veda in particolare 5:2-4) al fine di raggiungere la salvezza. Paolo risponde a questa sfida con una strategia che si articola in 3 parti:

  1. Fa appello alla propria esperienza per discutere la relazione tra “la verità del Vangelo” e la Legge di Mosè (in particolare, nei primi 2 capitoli);
  2. In secondo luogo, passa ad analizzare l’esperienza degli stessi galati, anche qui in combinazione con la Scrittura, per argomentare che la giustificazione che accompagna il “seme” di Abramo è per fede e non tramite la pratica della Torah (3:1 – 5:12);
  3. Infine, discute come il dimostrare una condotta gradita a Dio dipenda da questa stessa fede e dall’opera dello Spirito – anche qui, l’obiettivo è di mostrare che questo non avviene in forza della Legge (5:13 – 6:18);

Si tratta di una delle prime lettere di Paolo, forse composta già dopo il suo primo viaggio missionario (Atti 13-14). Rispetto al suo contenuto, i temi principali possono essere elencati in questo modo:

  1. La storia della salvezza;
  2. Il Vangelo;
  3. Cristo;
  4. Lo Spirito;
  5. La Legge;
  6. La Vita Cristiana;

L’intero argomento della lettera è riassunto in questo modo dal riformatore Calvino (dalle sue Omelie sui Galati):

“Quando Dio si sia una volta degnato di illuminare gli uomini con la vera conoscenza del suo vangelo, conviene loro stare saldi e fermi nella verità che hanno abbracciato, e mostrare, mediante la loro pia condotta, di essere figli della luce: sì che non tornino indietro come rinnegati, o come porci al fango, né siano portati qua e là da ogni vento di dottrina come canne vacillanti, o come fanciulli che presto si stancano delle cose che possiedono, e s’invaghiscono di ogni novità che vedono. Da qui scaturiscono altri punti più particolari, riguardanti la libera giustificazione per fede, la libertà cristiana, l’abolizione delle cerimonie, la forza e l’effetto della legge, e la pura condotta della vita cristiana”;