Silenzio di meraviglia

Il profeta Zaccaria annuncia sostanzialmente che Dio ha ordinato che ci sia l’inizio di una nuova era. E per i cristiani Zaccaria, pur con le sue particolarissime visioni, annuncia proprio l’arrivo di Gesù Cristo, anzi –in particolare nel testo che leggiamo– la sua incarnazione, infatti annuncia la sua presenza nell’umanità. Per questo, questo testo, è scelto spesso nei lezionari per la Vigilia di Natale

Manda grida di gioia, rallègrati, figlia di Sion! perché, ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te», dice il Signore. «In quel giorno molte nazioni si uniranno al Signore e diventeranno mio popolo; io abiterò in mezzo a te, e tu conoscerai che il Signore degli eserciti mi ha mandato da te. Il Signore possederà Giuda, come sua parte nella terra santa, e sceglierà ancora Gerusalemme.

Ogni creatura faccia silenzio in presenza del Signore, perché egli si è destato dalla sua santa dimora». (Zaccaria 2:10-13)

Nella desolazione del post esilio, nella notte della miseria dei deportati che ritornano e trovano tutto distrutto, questo è il contesto storico, si eleva la voce di Zaccaria. Egli annuncia di ascoltare il Signore e di sottomettersi alla sua volontà, perché il Signore che guida ogni cosa darà un inizio nuovo e luminoso al suo popolo, anzi ai popoli, anche se niente ancora si vede.

Nel passo appena letto il Signore stesso dice che finalmente arriverà e quindi c’è da rallegrarsi. Come dirà anche l’angelo ai pastori.

Aggiunge: „abiterò in mezzo a te”. Cristo, Dio in terra, è finalmente arrivato, si è incarnato. E poi in Gerusalemme compirà infine la sua missione. „Sceglierò ancora Gerusalemme” dice il nostro testo.

E nazioni si uniranno quindi al popolo di Israele, il messaggio del Cristo, infatti, non è quello di un Salvatore di un popolo, ma dei popoli, di tutta l’umanità. L’accoglienza è quella di Gesù Cristo e quindi deve essere anche quella della Chiesa.

L’annuncio dell’evangelo ha dentro di sé, infatti, un universalismo che non sottolineeremo mai abbastanza. Infatti, confondiamo a volte cultura con fede, dogmatica con spiritualità e via dicendo. Invece il messaggio dell’evangelo, che inizia con l’incarnazione nella notte di Natale, si rivolge proprio a tutti. Tanto che nel nostro testo si parla di „ogni creatura”!

invece del silenzio

Del nuovo corso inaugurato dal Signore con l’incarnazione di Gesù Cristo ci si può, anzi in un certo senso ci si deve, rallegrare. Inoltre, certamente si vorrà conoscere meglio il Signore, camminare per le sue vie, rendergli gloria… Tutto quello che possiamo dire come cristiani.

Ma prima di tutto va sottolineato ciò che proclama l’ultimo versetto che abbiamo letto: il silenzio. Quando arriva il Signore è ora di fare silenzio, per ogni creatura.

Invece, lo sappiamo, le chiacchiere abbondano.

Perché? Per vari motivi. Tutti legati in un modo o in un altro alla superbia, all’orgoglio umano.

intelligenza umana

Le chiacchiere sono alimentate, innanzi tutto, da un orgoglio sull’intelligenza umana, che vuole competere con Dio. Invece, andrebbe fatto silenzio perché l’incarnazione è un mistero profondo e un segreto dello Spirito santo. Ci dovrebbe essere silenzio, in segno di deferenza rispetto al Signore. Perché va riconosciuto che l’umano ha una comprensione lacunosa e incerta di Dio e della Creazione.

Però, ad esempio, spesso la gente parla e dice come Dio dovrebbe essere a proprio avviso, come se lo immaginano loro. Cioè si mettono al posto di Dio, certo non nella sua potenza, ma come giudizio, come visione.

Giudicano Dio, se in qualche modo ci credono oppure lo negano perché non è come loro dicono debba essere. Dicono, infatti: „se fosse così, ci crederei!” Da pastore ho spesso cercato di spiegare che forse non ci si rende conto di cosa significhi una tale affermazione. Con parole garbate ho cercato di dire che è un’affermazione di grande superbia. Ho cercato di spiegare a volte che con l’incarnazione del nostro Signore, con il Natale, il Signore fa qualcosa di estremamente nuovo rispetto ai nostri ragionamenti e si abbassa fino a noi per salvarci. Appunto si abbassa, ma non riusciamo a comprendere un poco la sua logica se non contempliamo il Signore Gesù Cristo con silenzio e rispetto.

Il modo superbo di ragionare rende impermeabile all’annuncio evangelico, se lo Spirito non interviene. E rende alla fine disperati. Perché la realtà è tutta un’altra.

potenza umana

Ci dovrebbe essere silenzio, rispetto a Dio, anche da parte di chi sente potente. Da chi, almeno in terra, si voglia mettere al posto di Dio nel decidere per la vita o per la morte. Parlo di criminali, di dittatori, ma anche di persone affascinate dalla potenza umana. Di solito non si sente silenzio da parte loro, si sentono invece atti o parole blasfeme. Parlano di pace –e anche di fede cristiana– mentre fanno solo guerra. Parlano di valori con un moralismo evidente, quando non c’è altro che affarismo, convenienza personale o crudeltà.

Questa è un’altra faccia dell’orgoglio umano. Il senza vergogna, persone che possono compiere o progettare tremendi delitti, non solo senza rimorso, ma anche senza vergogna. Si offendono a morte, se vengono giustamente svergognati e alle volte sbeffeggiati. È il bullo, il camorrista, il vanaglorioso.

Questo modo di vivere porta distruzione tutt’intorno a loro e una sostanziale solitudine dal genere umano. Perché l’umano ha tanti difetti, ma è anche umano. Cambiare è impossibile, se non interviene lo Spirito santo. Infatti, i crimini che hanno commesso avvolgono in spire, i criminali, come le bugie i bugiardi.

Ma il Signore si è fatto debole, per svergognare le cose potenti di questo mondo. Ed interviene per convertire e fare grazia, anche nelle situazioni più disperate. Oltre i nostri pensieri.

silenzio

Allora facciamo silenzio dinnanzi alle opere meravigliose di Dio. Consideriamo con meraviglia il suo abbassarsi fino ad essere un piccolo bambino in mezzo alla storia umana.

Restiamo in un silenzio interiore di riverenza verso Dio, il Signore. Perché non siamo noi a fare qualcosa di definitivo, ma sarà Dio a rinnovare ogni cosa. Ad accoglierci.

Per un popolo stremato, anzi per l’umanità stremata da guerre e malattie, catastrofi e violenze, questa è anche una dolce rassicurazione.

Infatti, un silenzio di meraviglia per l’intervento del Salvatore, dà speranza più di tanti ragionamenti. La speranza che nasce dall’annuncio dell’evangelo di Cristo, dà una pazienza silenziosa e operosa, per sostenersi, per progredire, per ascoltare nel profondo la voce dolcissima del Salvatore. Amen