Dinnanzi a tragedie come quella di Crans-Montana, anche i cristiani cercano di razionalizzare.
Ci si dice, ad esempio, che il mondo non è il Regno di Dio, infatti preghiamo “venga il tuo Regno”… Dunque il mondo è pieno di dolore, di male, pervaso di morte, come anche di ingiustizie… in cui dobbiamo sempre lottare e spesso soffriamo… Risposte generali che però non risolvono i “perché” di chi è stato colpito, come anche di tutta la popolazione che rimane attonita dinnanzi a questa tragedia, a questo orrore.
Allora, come nostra tradizione, ci rivolgiamo alla Scrittura, perché come umani non abbiamo parole, ma conosciamo la Parola del Signore e a questa facciamo riferimento. C’è un salmo che usiamo spesso nei funerali e che subito viene alla mente il Salmo 23 che inizia dicendo che il Signore è il nostro buon pastore, Colui che ci guida, e aggiunge che “quand’anche camminassimo nella valle dell’ombra della morte” non dovremmo temere alcun male perché il Signore è con noi e di noi si prende cura. Ebbene siamo noi viventi nella valle dell’ombra della morte e per i viventi preghiamo, chi muore è già nelle mani di Dio al sicuro.
Abbiamo molti inni che riprendono il Salmo 23, in particolare il numero 2 dell’Innario Cristiano, lo parafrasa dicendo di non aver timore, neanche “di morte nell’orror“. E questo possiamo affermare: anche nella morte più terribile il Signore non è lontano da chi muore, ma se prende cura.
Oltre questa nostra fede rimane in noi un profondo cordoglio e un dolersi insieme a tutti coloro che sono stati colpiti. Lo faremo anche simbolicamente con il suono a lutto delle nostre campane il 9 gennaio alle 14:00 per cinque minuti, assieme alle campane di tutte le chiese svizzere. In contemporanea all’inizio della celebrazione ecumenica prevista a Crans-Montana.